Vuoi creare un portfolio con cui farti trovare e far vedere il tuo lavoro ma non sai cosa scegliere, quale è il migliore? Quale è lo scopo e cosa dovresti inserire?
Perché un portfolio online?
Insomma ne hai già uno che mandi via mail, serve averne uno online?
Penso di sì (o questo articolo non esisterebbe) ecco alcuni buoni motivi per avere un portfolio online:
- Ogni offerta di lavoro ha richieste diverse, ogni editore o art director pure, alcuni vogliono jpg separati, altri pdf, altri ancora link a social o siti. Avere qualcosa di pronto per queste richieste quindi può essere un vantaggio;
- Può essere utile mandare un portfolio più sintetico e tagliato sull’offerta di lavoro a cui ci si propone e allo stesso tempo avere un sito o portfolio dove far vedere che sappiamo occuparci anche di altro, mostrare le nostre soft skills e darci modo di esporre quello che amiamo fare;
- Un portfolio online può anche essere trovato “per caso”, facendo ricerche un eventuale datore di lavoro potrebbe trovarti vedendo il tuo lavoro online, dato che alcuni dei siti elencati raccolgono moltissimi professionisti del settore sono logicamente uno tra i primi posti dove cercare un* creativ*,
- Molti di questi siti hanno una sezione lavoro in cui trovare offerte e proporsi, quindi avere un profilo completo con sui rispondere è sicuramente un vantaggio;
- Se ti capitasse di dover far vedere il tuo lavoro a qualcuno, in persona o no, anche senza avere i file a portata di mano ti basterà una ricerca online.
Quale scegliere?
Dipende soprattutto dal settore in cui puntiamo a lavorare
Ideale per designer e per illustratori, permette di personalizzare abbastanza i progetti con griglie, video, testi, background colorati, il profilo si presenta a quadrati, stile Instagram, con in sovrimpressione il titolo del progetto. Rimane visivamente pulito e facile da usare, il che aiuta a presentarsi bene. È possibile inserire anche le proprie esperienze lavorative creando così un CV anche scaricabile (ma per favore siete creativi, non utilizzate questo, createne uno personalizzato). Se utilizzate Adobe CC avrete la possibilità di utilizzare Adobe Portfolio, con molte funzioni in più. Inoltre come molti siti dedicati al lavoro creativo, compresi i successivi, c’è una sezione lavoro in cui proporsi a clienti e rispondere ad annunci.
Simile a Behance ma a mio parere non è all’altezza. Frequentato principalmente da designer, soprattutto di UI e UX. In maniera simile a Behance abbiamo una griglia stile Instagram ma senza piano a pagamento è possibile mettere un solo “shot”, cioè un’immagine per volta, ed è meno personalizzabile di Behance. Anche qui è possibile inserire le proprie esperienze lavorative ed è presenta la sezione lavoro. Con un profilo gratuito è possibile visualizzare gli annunci di lavoro delle aziende mentre con profilo premium si ha accesso anche agli annunci per freelance. Ma personalmente trovo Dribble un po’ scarno.
È il luogo giusto per chi vuole lavorare nella produzione di film o videogiochi, usato da molti concept artist, 3D artist e illustratori.
Ha una personalizzazione base ma comunque permette di visualizzare i propri progetti in maniera pulita ed efficace. Anche qui è possibile inserire le proprie esperienze lavorative, cercare lavoro, caricare eventuali produzioni a cui si è partecipato e demo reel, passando all’account pro si hanno altre opzioni aggiuntive. Il sito ha anche molte altre funzioni come corsi e la possibilità si gestire un blog, possibilità molto interessanti ma che forse lo rendono un po’ pieno.
C’è chi utilizza questo social media come portfolio per il proprio lavoro e avere un profilo Instagram con cui mostrare il proprio lavoro, se usato in maniera corretta, può essere sicuramente utile per essere conosciuti da colleghi e potenziali clienti ma ha dei difetti. Primo tra tutti il sovraffollamento, è sempre più difficile essere notati se non applicandosi, informandosi molto e quasi facendolo diventare un secondo lavoro. Un altro problema è che i vostri post avranno una vita davvero limitata, i follower (una percentuale di essi) li visualizzerà nelle prime ore o al meglio nel giro di un paio di giorni dopo il caricamento, ma dopo una settimana saranno sepolti da altri migliaia di contenuti. Impossibile da trovare tra foto di gattini delle vacanze. Inoltre avere un portfolio dedicato, dove il nostro lavoro non viene mescolato ai fatti propri è un modo molto più professionale per presentarsi. Può essere un’ottima vetrina quindi ma sconsiglierei di utilizzarlo come unico portfolio da inviare ad art director, agenzie ed editori, ma come luogo meno formale dove far trasparire la propria personalità.
Un‘altra opzione può essere avere il proprio sito, WordPress è un site builder abbastanza semplice da utilizzare se si smanetta un poco, offre diversi template e funzioni gratuite adatte a far vedere il proprio lavoro online in maniera del tutto personalizzata. Ha pro e contro, un sito personale non è soggetto ad algoritmi nel bene e nel male, il che vuol dire fondamentalmente che la quantità di persone che lo vedranno dipenderà da te e nessun altro.
Al contrario delle piattaforme precedenti, che essendo piattaforme social vi permettono di comparire nelle ricerche sul sito, per far trovare il vostro sito online dovrete lavorare con la SEO per permettere ai motori di ricerca di trovarvi. Quindi può essere un buon modo per raccogliere il proprio lavoro ma non per essere trovati. Ma almeno non ci saranno scherzi da parte di algoritmi sempre in cambiamento.
Può essere una buona mossa, se si è alle prime armi, iniziare ad utilizzarlo con un piano free ed eventualmente passare ad un piano a pagamento successivamente, per rendere più professionale il sito con un dominio personalizzato e funzioni extra.
Un link diretto
Un’alternativa molto minimal e semplice può essere passare un link da cui visualizzare il portfolio. Basta produrre il portfolio in questione, magari in versione PDF, il che permette la massima personalizzazione grafica, caricarlo su una piattaforma cloud come Dropbox oppure Google Drive e simili, che ti permettono di creare link ai file da poter inviare o mettere a disposizione di tutti.
Cosa mettere nel portfolio online
I progetti di cui andate fieri, quelli in linea con quello che vorreste fare per lavoro ad esempio non mettete logo design se sapete che odiate farlo. Se potete mettete qualche immagine che arricchisca il progetto come bozzetti, palette colori usata, cose che diano profondità e un’idea di come lavorate. Fate una piccola descrizione se riuscite, non solo perché aiuta chi guarda a capire in cosa consiste il progetto ma anche perché dovrebbe aiutare a farvi trovare tramite parole chiave.
Se lavorate in digitale vi basterà caricare i file, le specifiche cambiano a seconda del sito. Mentre per le tecniche tradizionali ovviamente vi servirà fare delle buone scansioni o delle foto alle opere, con un po’ di pratica può bastare anche il cellulare e un po’ di fotoritocco.
Firmate le opere ma evitate di mettere grossi watermark invasivi, c’è molta paura di furti di opere ma a meno che non abbiate il pubblico di un influencer o facciate contenuti particolarmente virali non è così comune subire furti.
Non avere paura
All’inizio, o quando si fa un altro lavoro, è difficile avere progetti super fighi da mostrare, in questo caso cercate di sviluppare qualcosa di vostro pugno i progetti personali vi danno la possibilità di avere controllo creativo e di lavorare su ciò che amate. Potete creare una serie di illustrazioni, un ipotetico poster del vostro gruppo preferito, una fanzine, dipende molto dal settore in cui volete lavorare. Partecipate a concorsi e call per artisti e presto il vostro portfolio di popolerà di progetti. Online esistono anche dei generatori di brief che possono darvi qualche input da cui partire ecco alcuni esempi:
Nel dubbio provate, capirete quale piattaforma fa per voi utilizzandole e sarete sempre liberi di cancellarvi da quelle che non gradite.
Le piattaforme vanno e vengono e ne nascono sempre di nuove, se conoscete altri siti adatti a creare un portfolio, avete suggerimenti o domande lasciate un commento, potrebbe essere utile a anche a qualcun’altr*!


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