Fare arte è costoso? Questa è una domanda che non può che avere come risposta un bel ciccioso “dipende“.
Dipende dai materiali, dipende dalle tecniche, dipende dalle dimensioni, dal numero di copie, dalle ambizioni, dalla creatività, da cosa si intende con arte, dal valore che diamo al denaro, dalle nostre abitudini di acquisto e soprattutto dalle nostre possibilità economiche.
Ovviamente per chi ha un lavoro ben pagato e fa arte nel tempo libero spendere soldi è meno problematico che per uno studente con un budget ristretto.
Ma non sono qui per dire gigantesche ovvietà. Piuttosto per sviscerare effettivamente quanto costa produrre arte (non tutti i tipi, quella che ho io a portata di mano) vedendo insieme a voi, pezzo per pezzo, materiale per materiale.
Ed eventualmente poter poi ragionare sul possibile prezzo di vendita, che abbia un senso e permetta a chi crea arte di vivere e dare il giusto valore a quello che fa.
Partiamo da una delle tirature che ho stampato qualche tempo fa, il teschio di T. rex. Si tratta di una collagraph con matrice in cartone vegetale, stampata in 30 copie su carta Fabriano Rosaspina.
La collagraph è una tecnica perfetta per chi vuole cimentarsi nella stampa senza spendere troppo per le lastre, permette di riciclare molti materiali e da molta libertà.
Visto che i prezzi per i materiali cambiano nel tempo e a seconda di dove li acquistate, la spesa effettiva potrebbe cambiare. Ma questo articolo serve a informare in maniera generale, permettetemi quindi un po’ di margine.
Ho utilizzato principalmente Momarte e Amicucci per confrontare i prezzi.
Se volete andare dritti alla tabellina con i costi cliccate qui: Tabella dei costi
I materiali e il processo
In questo caso sono partita da un cartone vegetale da 2mm che avevamo già in laboratorio, su Momarte trovate il formato 50×70 a circa 4€, sono abbastanza sicura che in colorificio si possa trovare a un po’ meno, ma comunque un buon prezzo visto che viene spedito anche sfuso.
Di questo cartone ho usato circa la metà quindi possiamo riutilizzare il resto per una seconda incisione.
Una volta fatto lo schizzo ho riportato il disegno con a matita (0,77€) e ho iniziato a incidere con una puntasecca (4€ circa).
Per creare le aree più scure dell’incisione ho grattato via lo strato superficiale del cartone utilizzando punta secca e cutter, (dai 3€ ai 6€ circa, ma anche meno in un negozio di fai da te).
A incisione finita ho coperto l’immagine con alcuni strati di gomma lacca. Per sigillare i pori del cartone e rendere più semplice l’inchiostrazione.
Io ho utilizzato gomma lacca in scaglie (17€), che si discoglie con alcool (3€) e dato un paio di mani con una pennellessa (2/3€).
Ho verificato che i segni mi piacessero con una prova di stampa e dopo aver aggiunto un paio di segni ho tagliato la sagoma del teschio con il cutter.

A questo punto passiamo alla stampa.
Come le altre tecniche di incisione calcografica avremo bisogno di:
Inchiostro – il costo dell’inchiostro può variare molto, io ho usato Charbonell, il barattolo costa attorno ai 20€ mentre i tubetti AcquaWash un po’ meno, tra i 12€ e in 15€.
Spatole – per inchiostrare (gomma 4€) e per mischiare il colore (metallo 5€).
Tarlatana – 15€ per 5 metri.
Olio di lino polimerizzato – 7€.
Bianco di Spagna – 6€.
Pagine gialle o veline – gratis / 3€.
Fabriano Rosaspina 35x50cm – circa 1€ al foglio (confezione da 25 fogli 50×70 a circa 50€).
Per pulire:
Olio di semi misti (3€), alcool e stracci (0€ se si usano vecchie magliette e lenzuola in cotone).
Considerando di aver fatto una tiratura da 30 esemplari e che le copie che poi ho scartato saranno state tra le 5 e le 10 possiamo considerare di aver usato circa 40 fogli, quindi una spesa di 40€ per la carta.
A questo va calcolato l’utilizzo del torchio, che ovviamente cambia molto la cifra se ne avete uno vostro oppure se andate a stampare in un laboratorio come il mio.
Ho calcolato all’incirca otto di ore di stampa che quindi nel mio laboratorio costerebbe 204€ con un carnet.

Tabella dei costi
| cartone vegetale matita puntasecca taglierino gomma lacca pennellessa alcool inchiostro spatole tarlatana olio di lino bianco di Spagna veline carta olio di semi stampa 10h ____ Totale: | 4€ 1€ 4€ 3€ 17€ 2€ 3€ 20€ 9€ 15€ 7€ 5€ 3€ 40€ 3€ 204€ _____ 340€ |
Il totale è quindi 340€ di spesa per tutti i materiali e la stampa. Consideriamo però che la maggior parte dei materiali ci dureranno per anni a venire (io sto ancora utilizzando olio polimerizzato, bianco di Spagna, tarlatana, gomma lacca comprati cinque anni fa).
Considerando poi che con questa spesa ho prodotto trenta copie originali stampate a mano, la spesa è quindi di circa 11€ a copia.
A tutto questo, che sono solo i costi per l’opera stessa, poi bisognerà anche aggiungere i costi per vendere.
Ci affideremo a una galleria? Faremo del marketing sui social? Parteciperemo a fiere? Spediremo? Come incarteremo le stampe una volta vendute?
Tutto questo ha un costo, fosse anche di tempo, e non è banale.
Sta a voi giudicare se è tanto o poco, come dicevo inizialmente il valore che diamo all’arte è soggettivo, come per molte altre cose.

Il valore
Abbiamo parlato fin ora dei costi, però che non definiscono da soli il valore e di conseguenza il prezzo di vendita di un’opera. Se ho speso 10€ per fare la stampa non posso assolutamente venderla a questo stesso prezzo, rientrerei sì della spesa ma senza considerare il valore del mio lavoro.
Ognun* ha il suo metodo per dare un prezzo al proprio lavoro, a me piace partire dalla quantità di tempo che ho impiegato, perché rispetto ad altre cose è oggettiva. Ma non basta, non tutte le ore valgono uguali perché il valore di quello che facciamo è differente.
Oltre a questo c’è il valore percepito
Vuoi un aiuto?
Se ti serve una mano per stimare il costo delle tue stampe ho creato un file excel in cui inserire i tuoi dati e aiutarti a dare il giusto valore alle tue opere. Lo puoi scaricare gratuitamente qui:
Parlare di soldi.
So che non è facile parlare di soldi, a me piace, perché mi da gli strumenti per capire se ho i piedi a terra o no, o se nonostante tutto non li voglio tenere a terra (sognare non è un reato).
Ma non è una cosa che fanno in molti, un po’ per vergogna, un po’ perché temiamo di essere giudicat*, di sembrare scem*, perché magari metterebbe in luce qualche privilegio (non è una colpa averne).
Se vuoi iniziare a pensare a questo aspetto, terrificante, della vita, ti consiglio l’ascolto di Rame, un podcast che parla di soldi, in cui ascoltare le storie di persone come te e come me.
Ci vuole tempo e pratica.
Anche calcolando tutto non è semplice.
Per capire i prezzi da dare a quello che facciamo ci vuole tempo e pratica, in linea di massima ho imparato che è meglio partire un po’ alti e poi fare qualche sconto, anziché svalutarsi per poi piangere sul latte versato.
In più i prezzi possono pure cambiare nel tempo, magari non ne possiamo più di avere attorno quel vecchio lavoro che non ci rappresenta più e quindi potremmo decidere di abbassare un po’ il prezzo per cercare di fare spazio al nuovo.
E anche i costi di materiali, prodotti, software, utanze, cambiano molto, quindi spesso bisogna aggiustare, fare calcoli e riprovare.
Non è semplice, ma partire dai dati e dai calcoli aiuta.
Spero che questo articolo vi sia tornato utile, se vi va lasciate un commento o scrivetemi se avete qualche dubbio, non ho tutte le risposte ma parlare di queste cose aiuta sempre!


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